lunedì 28 febbraio 2011

Ma il tempo passa oppure no???

Di fronte a questa foto non saprei come rispondere.  
Un campo, un amico d'infanzia, Regnano.

Qualcosa è cambiato e qualcosa sicuramente è rimasto come un tempo, quando io, Daniele e gli altri bambini del paese ci ritrovavamo a giocare nei prati. 
Oggi Daniele è un ottimo agricoltore, nonostante la giovane età, trent'anni come me
Ed è l'artefice di una rinascita importante per il nostro territorio: a differenza dei prati dove correvamo nella nostra infanzia, qui, in questa foto, siamo in mezzo al grano! Quel grano che trasformerò in pane nei mesi a venire e che Daniele ha seminato. 

Il tempo passa, le responsabilità aumentano e si diventa uomini. Arriva il tempo delle decisioni, di diventare  gli adulti del mondo. 
Ora il futuro è nelle nostre mani e ce la metteremo tutta per dire la nostra, nel nostro tempo. 

Da uomini adulti e con la stessa semplicità di quando eravamo bambini.

giovedì 24 febbraio 2011

Mamme di tutta Italia!!! 
Fate crescere sani e forti i vostri bambini con la Marocca!
Un fan accanito della Marocca? Sicuramente... Ma anche un amico che si è simpaticamente prestato per questo messaggio pubblicitario molto efficace.
La foto risale ad uno dei tanti eventi medievali che si svolgono in Lunigiana (terra ricca di castelli e di storia).
Questo boia, con la sua mole ed il suo vocione cavernoso riusciva ad incutere realmente soggezione. Ma sotto la maschera c'è un ragazzo molto buono (e meno male!). 

Ci siamo divertiti molto a scattare questa fotografia...

"Buongiorno dalla Luna"

Notte del 5 dicembre ’08. L’indomani mattina, come ogni primo sabato del mese, mi attende il mercatino del "tipico e biologico di Carrara" (nella storica piazza delle Erbe), un’iniziativa di filiera corta che sta andando decisamente alla grande.
Quando si lavora con serietà…

Nell’attesa di certificare il mio laboratorio per la produzione biologica partecipo al mercatino con la Marocca di Casola ed un pane fatto con farina biologica, un prodotto salubre e naturale.

Le Marocche di Casola cuociono ed il pane, da poco sfornato, riempie l’ambiente del suo profumo.
Conosci il profumo del pane cotto a legna appena sfornato? E’ un profumo antico, il profumo di un’arte che si tramanda da tempi immemorabili. Un profumo a 360°, avvolgente, naturale.
Se non lo conosci ti invito a venire a trovarmi una notte di queste, quando produco il pane.


Con le marocche che cuociono e tutto il necessario per il giorno successivo già preparato, non resta che aspettare. E io mi siedo, prendo un pane e lo spezzo per assaggiarlo: buonissimo!

In questo momento, a quell’ora di notte, al mio forno, nel mio paese di Regnano, mi rilasso, alzo gli occhi e vedo la serenità che mi circonda e sento che mi pervade.

In quel momento ogni cosa era al suo posto, tutto andava bene fuori e dentro di me. Non so cosa fosse ma ho sentito il bisogno di condividerlo e dal mio cellulare parte un sms che, all’incirca, diceva così:

sms da “Il forno in Canoara”: è bellissimo, dopo una giornata di duro lavoro trascorsa nella frenesia del mondo moderno, starsene qua, in questo piccolo paradiso, seduto a mangiare il proprio pane appena sfornato. Che questa notte è venuto una bomba! Buonanotte…
Fabio della Marocca.

Ricordo ancora quanti sms ho spedito: 34 tra amici e persone care.

La notte prosegue e con essa il mio lavoro. Si fa mattina, un bel cielo sereno, ed ecco che arriva la prima risposta, alle 6:53. E’ la mia cara amica Cinzia, che ha un laboratorio di trasformazione di materie prime lunigianesi (il laboratorio “della Luna”) e produce ottimi dolci, marmellate, biscotti, la famosa spongata. Ed era già al lavoro per il mercato che avrebbe atteso domenica mattina noi produttori di “Lunigiana Amica” ( Associazione di produttori della Lunigiana) a La Spezia.

Benché non avessi chiuso occhio quella notte i l suo sms è stato un bellissimo buongiorno:
"Buongiorno dalla Luna. Qui si inizia la giornata frenetica per prepararsi alla, speriamo, buona giornata spezzina. Ciao Ni. Ci vediamo domattina per le 9 a SP."

Alle 9, appena giunto al mercato ho avuto modo di poter raccontare direttamente a molti dei destinatari del mio sms l’emozione che ho voluto condividere con loro e, di tanto in tanto, arrivava un sms di risposta, e grazie all’intensità di molti di questi la giornata si è rivelata la degna prosecuzione della bella nottata al forno.

Unico rammarico, nessun cenno dall’assessore all’agricoltura della C. Montana della Lunigiana, Vittorio Marcelli, al quale mi sento molto legato per il suo sostegno sin dall’inizio della mia avventura. Pazienza, mi ero detto.

E invece, diversi giorni dopo, in occasione di un evento promozionale organizzato dalla mia amica Barbara nel suo fantastico agriturismo “Montagna Verde” (Loc. Apella, Licciana Nardi), riguardo la farina di castagne  della Lunigiana DOP ed il suo sviluppo, Vittorio esordisce di fronte a tutta la platea leggendo il mio sms. “Non me ne voglia Fabio”, ha detto. Un po’ di imbarazzo l’ho provato ma ho capito che ha letto il mio sms per sottolineare, in una circostanza importante come quella, in cui si parlava di sviluppo e di giovani, l’importanza dell’entusiasmo e della passione.

Durante il rinfresco, parlando con Vittorio gli ho detto ero rimasto male del suo silenzio. Mi ha risposto che lui è come gli elefanti e non si dimentica…

Quella notte ho voluto condividere un’emozione.

Inizialmente non credevo che avrebbe prodotto tutta una serie di emozioni altrettanto belle come invece è accaduto.

Da quella notte mi sento più forte e motivato.

Ecco alcuni degli sms che ho ricevuto.

· La mia cara amica Paola Vitaloni, dell’ufficio promozionale della Apt di Massa-Carrara mi ha risposto: “Ciao Fabio! Le tue parole rendono proprio l’idea di quanto deve essere bello e intimo starsene li, al caldo, il pane appena sfornato… un po’ ti invidio… è un po’ di tempo che non passi in costa… fammi sapere, buona giornata”

· Il mio caro amico Jean Pierre, del “Caffè dell’Amico” di Carrara, lui usa sempre la Marocca di Casola per i suoi catering e buffet e attende con ansia il mio pane biologico mi ha risp:
“Sono contento per te. Però è anche bello dividerlo con gli amici per la prossima volta”

· Corrado Poli, l'allora fiduciario della condotta Slow Food della Lunigiana, di mestiere architetto, mi ha risposto: “Poche cose al mondo sono più belle che potersi fermare la notte e gustare il frutto del proprio lavoro… Da molti anni non passo la notte in riva al mare (magari in burrasca) o mi addormento sul tavolo da disegno… Ne soffro ma così è la vita. A te auguro tante nottate con il tuo pane… Guardando in alto in cerca dell’armonia.
Ciao. Corrado P.”

· Giancarlo Fornei, una delle persone alle quali in assoluto devo di più, che mi ha insegnanto ad essere costruttivo ed agire sempre con umiltà e costanza, mi ha risposto: “Non perdere mai questa passione, ti aiuterà nei momenti difficili. Buona giornata.”

· La mia cara amica Linda, di Slow Food, che, da quando venne a fare visita al presidio della Marocca di Casola diversi anni fa, mi segue e sostiene con affetto e non mi ha fatto mancare mai il suo preziosissimo aiuto, mi ha risposto: “Ciao Fabio, hai ragione deve essere bellissimo vivere finalmente il proprio sogno che è reale! Ti auguro un mondo di cose belle con un grande abbraccio. Linda.


In barba al produttore...


Non è la prima volta che accade…
Per diverse ragioni la Marocca di Casola è stata oggetto dell’interessamento dell’Università di Pisa ed abbiamo ricevuto anche qualche graditissima visita al Forno in Canoàra da studenti e professori impegnati in progetti di sviluppo rurale, o interessati a conoscere l’esperienza diretta di chi sta costruendo un’economia sul territorio.

Ma che fosse proprio lei ad andarsene all’Università questo non me l’aspettavo!

E’ accaduto martedì 27 ottobre 2009, in occasione del convegno dal titolo “Da Nobis Hodie: il pane e l’uomo”, che si è svolto alle ore 10:00 presso la facoltà di Agraria.
Mi ha contattato qualche giorno prima la dottoressa Monica Patassini, vicedirettore della biblioteca di Agraria, che mi ha chiesto se potessi farle avere qualche Marocca per la degustazione prevista a fine convegno.
Dopo averne ragionato insieme a lei, abbiamo trovato la soluzione migliore: giusto quel martedì mattina mia sorella Anna sarebbe andata a Pisa per incontrare la professoressa con la quale sta preparando la tesi e… quale miglior vettore di lei?
Anna, molto gentilmente ha accettato di farci questo favore ed insieme a lei la Marocca ha attraversato in treno la Garfagnana e dopo un viaggio di due ore è arrivata a Pisa.
Alla stazione ad attenderla un membro dell’Università che in bicicletta, come si usa a Pisa, l’ha accompagnata in facoltà…
Subito il giorno seguente, la dottoressa Patassini, che ringrazio per l’interessamento nei miei confronti e della Marocca, mi ha chiamato per raccontarmi del convegno.
Molti gli argomenti trattati: L’agronomia e il pane; Le farine; La tecnologia della panificazione; Varietà e qualità dei pani della tradizione regionale italiana: un patrimonio da tutelare e promuovere.
Ha partecipato moltissima gente, oltre 150 persone, e la degustazione con la marocca… il solito furore…
Mi ha raccontato Monica che non ha fatto neppure in tempo ad assaggiarla: i crostini col lardo, fulminati, e l’unica Marocca rimasta intera, in esposizione… Rubata!!!
Il furto ha lasciato di stucco Monica e le sue colleghe e colleghi, che sono rimaste con la voglia di Marocca e quindi ci siamo ripromessi che la prossima volta che mia sorella Anna tornerà a Pisa, la avviserò… per portargliene qualcuna.

Così la Marocca di Casola si è fatta la sua giornata in facoltà: ha preso il treno, è andata a lezione. Proprio come facevo io anni fa, prima di dedicarmi a lei, per cui mi sento un po’ preso in giro.
A fine giornata è pure sparita anzitempo. L’avranno proprio rubata?

Se ha ripreso da me… chissà che non si sia stufata di starsene là…


mercoledì 23 febbraio 2011

Fornaio e mugnaio...



Eccomi con Alessandro, un caro amico originario dell'Emilia che da qualche anno si è trasferito in Lunigiana per sviluppare i suoi progetti legati all'agricoltura.

Inevitabile la collaborazione...

Alessandro si sta dedicando alla produzione di farina di castagne ed ha una propria azienda agricola.

Ultimamente ha rilevato un mulino a pietra ed è il mio mugnaio di riferimento: insieme abbiamo già trasformato in farina molti quintali di grano proveniente della nostra terra.

Crediamo che questa sia la strada giusta per il futuro: produzioni locali al cento per cento.

Avanti così!
Un'immagine di Regnano, il mio paese, visto dai terreni dove sta crescendo il grano che diventerà la farina del Forno in Canoàra.


Ed una di qualche anno fa... (una cartolina degli anni '60)

Regnano è uno splendido paese di campagna. Io gli devo molto.
Se ho scelto di rimanere qui, nella natura e nella semplicità, è perchè qui c'è tutto me stesso. 

una visita molto gradita

 

Da quando in quel verde prato di Canoàra, nel mezzo del bellissimo paese di Regnano dall’iniziativa di un giovane “pazzo” (ovvero, io) è sorto un forno a legna che produce Marocche, sono molte le persone che sono venute a visitare con i loro occhi “Il forno in Canoàra”.

Per il fornaio è sempre un piacere e mai un disturbo…

Sono consapevole della fiducia che quella simpatica casetta sa trasferire a tutti coloro che vogliono credere che anche in un territorio come questo, la Lunigiana, apparentemente meno fortunato di altri si possa costruire qualcosa di concreto, credendo in sé stessi e nelle persone che si hanno accanto, forti della propria cultura e identità.

Ho avuto il piacere di ricevere visite in primis dai miei paesani, i miei primi sostenitori; da turisti delle provenienze più diverse: da pellegrini della via Francigena a camperisti, a famiglie che vengono a respirare un po’ d’aria buona quassù; tante visite delle quali non potrei fare a meno: quelle degli amici e persone care anche a tarda ora; qualche fanciulla che preferisce il panettiere alla Marocca, ogni tanto capita...

E ancora, emozionanti le visite delle università, fatte di giovani come me e delle scuole elementari, con i bambini che mi aiutano a non dimenticare mai la bellezza della semplicità.

Per finire con le piacevoli chiacchierate con i “nostri” carabinieri ( come si usa dire qui), che sorvegliando il territorio nelle ore notturne ritrovano qualcuno che come loro, in quelle ore, sta lavorando.

E numerose visite istituzionali, che mi hanno dato la consapevolezza di stare facendo qualcosa d’importante.

Ed è di una di queste che voglio scrivere. È di qualche tempo fa e mi ha riempito di gioia e fiducia.

Nell’ambito di una visita sul territorio, è venuto a trovarmi Vincenzo Tongiani, presidente provinciale della Coldiretti.

Coldiretti è molto vicina alle aziende che, come il Forno in Canoàra, investono sul territorio sviluppando un’economia locale e non solo: sempre più le produzione della campagna raggiungono le città nei mercati che coinvolgono direttamente i produttori, come succede con l’iniziativa di Coldiretti “Campagna Amica”.

Ho fatto vedere a Vincenzo ogni angolo del Forno in Canoàra e gli è piaciuto molto.

E lo ringrazio tantissimo per la iniezione di fiducia che mi ha dato e per l’imbocca al lupo con cui mi ha salutato prima di partire.

L’entusiasmo e l’energia che ha trovato in me sono gli stessi che ha avuto lui anni fa, molto prima di me, quando ha preso il coraggio a quattro mani ed ha creduto nel suo territorio, dedicandosi a sviluppare l’azienda della sua famiglia, che ad oggi è una bellissima realtà nel settore floreale.

E’ stato “pazzo” (come ha detto lui) prima di me… ed io lo guardo come un bell’esempio da seguire.