Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post

lunedì 28 febbraio 2011

Ma il tempo passa oppure no???

Di fronte a questa foto non saprei come rispondere.  
Un campo, un amico d'infanzia, Regnano.

Qualcosa è cambiato e qualcosa sicuramente è rimasto come un tempo, quando io, Daniele e gli altri bambini del paese ci ritrovavamo a giocare nei prati. 
Oggi Daniele è un ottimo agricoltore, nonostante la giovane età, trent'anni come me. 
Ed è l'artefice di una rinascita importante per il nostro territorio: a differenza dei prati dove correvamo nella nostra infanzia, qui, in questa foto, siamo in mezzo al grano! Quel grano che trasformerò in pane nei mesi a venire e che Daniele ha seminato. 

Il tempo passa, le responsabilità aumentano e si diventa uomini. Arriva il tempo delle decisioni, di diventare  gli adulti del mondo. 
Ora il futuro è nelle nostre mani e ce la metteremo tutta per dire la nostra, nel nostro tempo. 

Da uomini adulti e con la stessa semplicità di quando eravamo bambini.

giovedì 24 febbraio 2011

Mamme di tutta Italia!!! 
Fate crescere sani e forti i vostri bambini con la Marocca!
Un fan accanito della Marocca? Sicuramente... Ma anche un amico che si è simpaticamente prestato per questo messaggio pubblicitario molto efficace.
La foto risale ad uno dei tanti eventi medievali che si svolgono in Lunigiana (terra ricca di castelli e di storia).
Questo boia, con la sua mole ed il suo vocione cavernoso riusciva ad incutere realmente soggezione. Ma sotto la maschera c'è un ragazzo molto buono (e meno male!). 

Ci siamo divertiti molto a scattare questa fotografia...

mercoledì 23 febbraio 2011

Fornaio e mugnaio...



Eccomi con Alessandro, un caro amico originario dell'Emilia che da qualche anno si è trasferito in Lunigiana per sviluppare i suoi progetti legati all'agricoltura.

Inevitabile la collaborazione...

Alessandro si sta dedicando alla produzione di farina di castagne ed ha una propria azienda agricola.

Ultimamente ha rilevato un mulino a pietra ed è il mio mugnaio di riferimento: insieme abbiamo già trasformato in farina molti quintali di grano proveniente della nostra terra.

Crediamo che questa sia la strada giusta per il futuro: produzioni locali al cento per cento.

Avanti così!
Un'immagine di Regnano, il mio paese, visto dai terreni dove sta crescendo il grano che diventerà la farina del Forno in Canoàra.


Ed una di qualche anno fa... (una cartolina degli anni '60)

Regnano è uno splendido paese di campagna. Io gli devo molto.
Se ho scelto di rimanere qui, nella natura e nella semplicità, è perchè qui c'è tutto me stesso. 

lunedì 21 febbraio 2011

Una bella foto

Eccomi con Massimiliano Ossini, il conduttore della fortunatissima trasmissione di Rai1 "Linea Verde" (Edizione 2010). 
Massimiliano è un ragazzo molto umile al quale auguro una splendida carriera.

La Marocca di Casola è ormai abituata alle riprese televisive e non è la prima volta che finiamo su Rai1...

In questo caso ci trovavamo ospiti del mio carissimo amico Mirko: titolare della salumeria "Elena e Mirko", l'unico produttore della mitica Prosciutta Castelnovese. 

E' lui l'autore dello scatto.

Ho avuto il piacere di produrre la Marocca nel forno a legna accanto al suo laboratorio, di fronte alle telecamere. 
Raggiungendo così milioni di telespettatori in tutta Italia.


giovedì 17 febbraio 2011

il mio percorso di laurea...

Quando, a 22 anni ho deciso di smettere di studiare e rinunciare a diventare il dott. Bertolucci, laureato in sociologia, per iniziare la mia avventura lavorativa producendo pane in un piccolo forno di Casola, mi sono detto:

se mai riuscirò ad aprire il mio panificio entro qualche anno, considererò questo evento come fosse la mia laurea.

Da allora ho iniziato un nuovo percorso di studi.

E non ho impiegato molto a capire che, nonostante le difficoltà, le incertezze, le paure e i sacrifici, gli orari poco conformi a quelli delle lezioni, quella era la strada giusta, perché da allora io non ho più sprecato il mio tempo, salvo qualche episodio di sano ozio.

Ho ritrovato gli stimoli, la voglia di fare, i miei sogni, me stesso. Pare che di questi tempi sia necessario, per realizzarsi e realizzare, affrontare percorsi di studi anche lunghi.

Questo è vero per chi ha la fortuna ed il dono di avere le idee chiare sul proprio futuro fin da molto giovani.

Io ero invece finito vittima di un luogo comune molto pericoloso: non c’è altra strada, bisogna studiare e andare in città.

Qualcosa dentro di me gridava di fronte a simili affermazioni e come spesso ho fatto, alle parole ho risposto coi fatti:
mi riconosco il coraggio di avere ascoltato me stesso e ciò che avevo dentro.

Ed ho iniziato a fare la mia sociologia per il territorio sul territorio e non sui libri.

Mi sono sempre detto: qui non c’è bisogno di studiare la sociologia (in Lunigiana abbiamo fior di intellettuali e professionisti qualificati), ma di farla.

Ed ecco che i miei docenti sono cambiati: Adalgisa e Gino, i miei maestri panettieri, Ermete Ricci, il Presidente del comitato di Valorizzazione della Marocca di Casola, impagabile sostegno, le persone del comune di Casola che non mancano mai di raccontarmi le loro esperienze ed i loro errori, che hanno fatto prima di me.

Tutti gli anziani commercianti che in questi anni ho conosciuto in Lunigiana, prodighi di consigli e di parole di fiducia.

E alle mie innumerevoli lacune ed inesperienze e laddove c’era bisogno di un lavoro personale di introspezione e di fiducia in me stesso, ci ha pensato Giancarlo (Giancarlo Fornei, un formidabile "coach" ed esperto di comunicazione e marketing che, tra i suoi innumerevoli impegni e incarichi ha sempre trovato il tempo da dedicare ad un giovane volenteroso come me), che ha saputo farmi capire come deve lavorare un imprenditore e come deve avere sempre ben chiari i suoi obiettivi.

A 26 anni e tre mesi, nel marzo del 2008, il Forno in Canoàra ha emesso la sua prima nuvola di fumo, ed in quel giorno io ho raggiunto la mia Laurea.

Nei tempi giusti direi… e certamente anche con un po’ di quella fortuna che aiuta gli audaci.

Da lì, inizia tutta un’altra storia, come succede ad ogni neolaureato.

In questo percorso di studi, devo dire grazie a tutti coloro che mi hanno fatto da docenti.

Ma un grazie un po’ speciale lo voglio fare a quella professoressa che, sbattendomi fuori dall’esame di antropologia culturale rispondendomi che non mi avrebbe detto qual era stato il mio errore perché non pensassi che all’appello successivo potessi furbescamente rispondere in modo corretto alla stessa domanda, mi ha fatto capire che in quel momento non ero al mio posto e decisi di chiudere con l’Università.

Ancora oggi non so quale fosse stato il mio errore ed ormai non ricordo nemmeno più di che si trattasse ma a lei, che non mi ha permesso di imparare voglio comunque dire grazie:
tutto sommato mi ha fatto capire alcune cose molto importanti.
Ma, forse, non è così che si insegna...









   Questo sono io con mia sorella Anna il giorno dell'arrivo del forno,in una fredda mattina di Febbraio
                            Pollici in su, in segno di vittoria...                




due belle immagini della Marocca durante la cottura



Sembrano un esercito!!!
E che acquolina...

mercoledì 16 febbraio 2011

ecco il fornaio

E questo sono io! All'opera...


il giovane fornaio della Lunigiana alle prese con l'impasto della Marocca di Casola.

questo è il mio panificio di campagna

Si chiama "Il forno in Canoàra". Prende il nome dal terreno dove l'ho costruito nel 2008, grazie alla mia famiglia.


Qui sforno ogni giorno gustosissime marocche. E, la notte, il pane di patate di Regnano: un prodotto anch'esso tradizionale, che produco utilizzando esclusivamente il grano della Lunigiana. 

Al Forno in Canoàra aromi e profumi giorno e notte.

lunedì 14 febbraio 2011

Ed ecco la Marocca di Casola!!!

Il mitico pane di farina di castagne, cotto ancora in forno a legna!

Profumo intenso e sapore dolce. Una pagnotta scura, di mezzo kg di peso che porta in sè secoli di cultura: il pane quotidiano dei miei antenati che oggi è un presidio "Slow food".

Ed io sono fiero di essere il depositario di questa tradizione.